La consulenza pedagogica si pone come supporto attivo e come spazio di confronto educativo.

 

A chi si rivolge la consulenza pedagogica

 

  • Alla famiglia la quale costituisce il nucleo primario della società.All’interno della stessa si creano i processi di prima socializzazione del bambino e fino alla maturità e all’ingresso autonomo nella società di appartenenza, la famiglia è il punto di riferimento culturale del minore.
    La famiglia è anche il nucleo che prepara il bambino, il ragazzo, l’adolescente all’affermazione all’interno della socializzazione secondaria (scuola di tutti gli ordini e livelli) e nella società (mondo del lavoro).
    È proprio all’interno della famiglia che si costruiscono i propri miti di riferimento culturali ai quali ci ispireremo per tutta la vita sposandoli o respingendoli, ma in qualche modo, essendone per sempre influenzati.
    La storia delle modificazioni sociali in Italia ha cambiato dal dopoguerra in poi gli equilibri familiare arricchendoli di nuovi valori ma ponendo anche nuove sfide educative.
    Inoltre negli ultimi quindici anni abbiamo subito una pesante ondata d’immigrazione e all’interno delle scuole ci confrontiamo sempre di più con bambini di “seconda generazione”, nati in Italia ma di origini straniere.
    Il progetto che presentiamo vuole essere un supporto attivo ai genitori, uno spazio di confronto pedagogico e educativo, un modo per confrontarsi sulle scelte senza subirle da “specialisti del settore”.

 

  • Alle coppie in difficoltà, alle quali si offre un sostegno rispetto al vissuto di un evento critico per loro o per i loro figli cercando di offrire l’opportunità di fare percorsi di coppia utili a riconoscere reciprocamente le identità, ritrovare la propria storia per fare scelte consapevoli nella gestione delle relazioni familiari.

 

  • Alle coppie in difficoltà nella gestione dei figli, qualora avessero bisogno di un sostegno alla genitorialità a livello di coppia o individuale.Dove occorre una mediazione tra l’istituzione e la famiglia.

 

  • Ai figli, ai quali si propone uno spazio dove interagire con una persona che può essere mediatore delle loro relazioni sia sul fronte della scuola sia su quello della famiglia.

 

  • Alle famiglie ricostituite

 

  • Alle coppie di genitori affidatari e/o adottivi

 

  • Alle famiglie di immigrati per una migliore integrazione delle seconde generazioni

 

  • Alle famiglie di figli portatori di handicap fisici e psichici